Una chiocciola al MOMA
Quando si parla d’arte contemporanea siamo abituati a sentire ormai di tutto: in fondo lo shock è uno dei principali effetti che vogliono suscitare le opere dei grandi artisti di oggi, forse prima ancora della riflessione. Ma allora qual è il limite minimo per definire qualcosa un oggetto d’arte? Focalizzando ancor meglio la questione: un simbolo può essere considerato un’opera d’arte?
Secondo il MOMA sì. L’acquisizione del simbolo @ da parte del Museum of Modern Art di New York ha fatto molto discutere in questi giorni. C’è chi l’ha considerata una scelta geniale e chi invece ha espresso commenti poco piacevoli, bollando il tutto come una facile quanto furba mossa di marketing.
Al di là dei pareri individuali, è interessante la considerazione espressa da Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MOMA: non è più necessaria la proprietà fisica dell’oggetto (che non sempre è possibile: pensiamo a cose molto grandi o in movimento) come requisito per fare di esso un’acquisizione del museo.
La storia del simbolo @, secondo alcuni studiosi, ha radici addirittura nel sesto o settimo secolo; in ogni caso la sua popolarità è iniziata negli anni Settanta, con la diffusione delle e-mail. Sempre secondo Antonelli, la forza di questo simbolo starebbe appunto nella riappropriazione di un segno antichissimo per farne un uso innovativo e ampiamente diffuso, dando un significato rivoluzionario a un tasto già presente nelle tastiere di quarant’anni fa.






