Una firma italiana per la Whitney Biennal 2010

L’edizione 2010 della Whitney Biennal, la mostra che presenta il meglio degli artisti statunitensi contemporanei, vedrà la collaborazione tra il famoso critico d’arte e curatore Francesco Bonami e il ventinovenne Gary Carrion-Murayari che, a dispetto della giovane età, ha già avuto modo di mettersi in luce curando le edizioni 2004 e 2006 della Biennale di Manhattan.

Dal 25 febbraio al 30 maggio, cinquantacinque artisti avranno modo di esporre le proprie opere, seguendo un semplicissimo fil rouge: il 2010. Bonami, in un’intervista rilasciata al New York Times, ha spiegato che i giovani artisti di oggi tendono a pensare più “in piccolo”: non opere che ambiscono alla grandiosità, ma atteggiamenti più umani, adatti al momento economico difficile che tutto il mondo sta attraversando.

I protagonisti della Whitney Biennal saranno artisti noti, come il pittore e scultore George Condo, il polacco Piotr Uklanski e Charles Ray (che si è fatto conoscere a Venezia lo scorso giugno per la sua scultura “Boy with Frog”), ma anche artisti emergenti come Tam Tran, mago della fotografia di appena ventitré anni, il video artist Jesse Aaron Green e il pittore Leslie Vance.

Ogni artista potrà esporre una sola opera, diversamente dalle passate edizioni: questa scelta determinerà sicuramente la visione generale, che sarà più simile a un’istantanea della situazione artistica attuale, piuttosto che ad una serie di retrospettive di ciascun partecipante.

La Biennale sarà sviluppata su più piani: in particolare, il quinto piano sarà a disposizione delle opere appartenenti alla collezione permanente del Whitney, mentre il terzo sarà interamente dedicato alle installazioni video, segno che questo tipo di rappresentazioni tendono a volere una sempre maggiore autonomia rispetto a quelle più “fisiche”.

source | nytimes.com

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