Women collection spring summer 2010
“Ciò che racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può fare a meno di venire: l’avvento del Nichilismo. Tutta la nostra cultura si muove in una torturante tensione che cresce da decenni in decenni come protesa verso una catastrofe: irrequieta, violenta, precipitosa; simile ad una corrente che vuole giungere alla fine, che non riflette più ed ha paura di riflettere.”
Queste parole di Nietzsche si possono definire profetiche: dopo più di un secolo, l’uomo e la donna contemporanei sono ancora alla ricerca di un modo per urlare il proprio dissenso e la propria inadeguatezza verso il presente, verso un mondo che essi stessi hanno reso privo di valori.
Ancora una volta, la collezione Byblos va oltre la mera creazione di abiti, ma si cala profondamente nella realtà, assorbendo gli umori, le idee e le sensazioni di chi vive il mondo odierno, reagendo in maniera ribelle e aggressiva, cercando di stupire attraverso la trasgressione e il contrasto inaspettato, volendo fuggire verso luoghi lontani, misteriosi e – forse – migliori.
L’ispirazione della collezione donna primavera estate 2010 scaturisce quindi da due momenti storico-sociali riconducibili al nichilismo: l’arte pittorica orientalista dei primi decenni dell’Ottocento, espressione di quel desiderio di fuga, tensione e propulsione verso un mondo altro, e il movimento punk degli anni Settanta del Novecento, fondato dai giovani londinesi che facevano dello shock e della ribellione il proprio linguaggio.
Le donne Byblos per la prossima primavera sono quindi vestite di microabiti, fatti di drappeggi asimmetrici multimaterici, ora di jersey, ora di seta anticata lavorata al quarzo, a creare inaspettate distorsioni armoniche. Ancora protagonisti sulle gambe sono i leggings e pants iperaderenti, che mixano il jersey con i ricami di pietre, la seta con le elaborazioni manuali di fili metallici e, in ultima analisi, l’Oriente con l’Occidente.
I dettagli contribuiscono a quest’universo sado-chic: i piercing diventano chiusure grafiche ed ermetiche di giacche-chiodo rivisitate, che sottolineano spalle con insellature ad inserzione, le vite sono esaltate da cinture sofisticate costruite con macro elementi metallici e tubolari, grandi zip vanno a sottolineare femminilissime caviglie, i busti sono messi in risalto dal metallo glam di cilindri, boules e spirali.
Un ultimo accenno ai colori, che concorrono al senso dell’intera collezione: accostamenti scuri e intensi di blu, rosso, bordeaux e nudo, ma anche e soprattutto l’eterno scontro tra bianco e nero, i colori del lutto in Oriente e in Occidente.
pic | archivio byblos







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