Il lusso di cenare in gattabuia
Il gusto e l’estetica della haute cuisine nel primo ristorante di lusso… All’interno di una prigione. Proprio così: dovrete prenotare con largo anticipo, ottenere una specifica approvazione, lasciare all’ingresso cellulari e oggetti taglienti, ma alla fine potrete gustarvi un menù di tutto rispetto, col brivido di essere nelle mani di veri delinquenti.
Non è poi così paradossale come sembra, se si pensa che il penitenziario inglese High Down ha investito 300 mila sterline in questo progetto, volto non solo all’immediato ritorno economico, ma soprattutto a formare professionalità che i detenuti, una volta finito di scontare la propria pena, potranno spendere nel mondo del lavoro out there.
La supervisione del ristorante The Clink (la gattabuia) è affidata ad Alberto Crisci, ex chef dell’esclusivo Mirabelle, nel centro di Londra. Lo stesso Crisci ha creduto tanto nel progetto da impegnarvi anche fondi personali: “? stata un’idea ambiziosa. Volevo un ristorante del West End all’interno della prigione” ha dichiarato Crisci.
E così è stato. I commensali si muovono tra porte di acciaio massiccio, filo spinato alle pareti, personale che nasconde un passato da omicida e posate rigorosamente di plastica. Le portate sono però da ristorante stellato: pasticci, trionfi di carne e pesce, alta pasticceria… Basta dare un’occhiata alla recensione di Zoe Williams, critico gastronomico della rivista Stella Magazine, per capire che The Clink non ha nulla da invidiare a tanti ristoranti british di alta gamma. Con il lusso, però, di godere dell’atmosfera del carcere e della libertà di poterne uscire.
source | mirror.co.uk
pic | telegraph.co.uk






